Thermino aiuta a rispettare la Direttiva Case Green in ambito residenziale

La Direttiva (UE) 2024/1275, comunemente nota come Direttiva Case Green o EPBD IV, ha ridefinito il quadro normativo europeo per la prestazione energetica degli edifici. L’obiettivo è ambizioso: portare l’intero parco immobiliare dell’Unione a emissioni zero entro il 2050, attraverso un progressivo efficientamento dei consumi, l’abbandono dei combustibili fossili nel riscaldamento e l’adozione degli standard ZEB (Zero Emission Buildings) per le nuove costruzioni a partire dal 2030.

 

Per i progettisti che lavorano su edifici residenziali, questo significa operare in un contesto normativo che impone scelte tecniche sempre più vincolate, con scadenze ravvicinate e obiettivi di decarbonizzazione che non ammettono soluzioni parziali. Thermino, la batteria termica di Sunamp per la produzione di acqua calda sanitaria, risponde in modo diretto a molti dei requisiti tecnici che la direttiva pone al centro della transizione energetica degli edifici.

 

Eliminare le caldaie a combustibili fossili: Thermino come alternativa concreta

La Direttiva Case Green segna di fatto la fine delle caldaie autonome alimentate a combustibili fossili nel mix tecnologico degli edifici residenziali. Dal 1° gennaio 2025 gli Stati membri non possono più offrire incentivi pubblici per l’installazione di nuove caldaie alimentate esclusivamente a gas o gasolio; l’obiettivo è la dismissione completa entro il 2040. Per i progettisti, questo si traduce nella necessità di individuare sistemi alternativi in grado di garantire la stessa affidabilità nella fornitura di acqua calda sanitaria, senza fare affidamento sulla combustione.

 

Thermino è in grado di operare con pompe di calore, pannelli fotovoltaici e rete elettrica, quindi permette di eliminare del tutto la dipendenza dai combustibili fossili nella produzione di ACS. La tecnologia di accumulo termico a cambiamento di fase (PCM) consente di immagazzinare grandi quantità di energia termica in un volume ridotto, garantendo una performance elevata e costante anche in condizioni operative variabili. Per i progettisti che devono dismettere le caldaie a gas nei progetti di ristrutturazione (o evitarle del tutto, nelle nuove costruzioni) Thermino rappresenta una soluzione tecnicamente matura, già disponibile sul mercato.

 

Integrazione con il fotovoltaico: la transizione all’energia solare

La direttiva EPBD IV prevede l’obbligo di installare impianti solari su tutti i nuovi edifici residenziali entro il 31 dicembre 2029 e su quelli non residenziali di superficie superiore a 500 m² già dal 2027. In questo contesto, la capacità di valorizzare l’energia prodotta dal fotovoltaico diventa un requisito progettuale centrale.

 

Thermino è progettato per integrarsi in modo nativo con i sistemi fotovoltaici: accumula il surplus elettrico generato dai pannelli e lo trasforma in calore, che viene conservato nella batteria termica e reso disponibile per la produzione di ACS nei momenti di picco della domanda. Questo meccanismo aumenta significativamente l’autoconsumo energetico dell’edificio, riducendo la dipendenza dalla rete e migliorando la classe energetica dell’immobile secondo i nuovi parametri APE introdotti dalla direttiva. In un sistema progettato per rispettare gli standard ZEB, dove la copertura del fabbisogno energetico tramite fonti rinnovabili è determinante, Thermino costituisce il nodo di congiunzione tra la generazione fotovoltaica e il consumo termico.

 

Miglioramento della prestazione energetica: efficienza e dispersioni ridotte al minimo

La direttiva fissa una riduzione del consumo medio di energia primaria del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035 rispetto ai livelli del 2020. Raggiungerli richiede interventi sull’involucro, sugli impianti e sull’efficienza complessiva del sistema edificio-impianto. Sul fronte della produzione di ACS, che nei calcoli energetici degli edifici residenziali ha un peso tutt’altro che trascurabile, Thermino apporta un contributo significativo.

 

La tecnologia PCM garantisce un’elevata densità di accumulo energetico con dispersioni termiche ridotte rispetto ai serbatoi tradizionali. L’assenza di acqua in stoccaggio elimina il rischio di Legionella nel corpo della batteria termica, rendendo non necessaria la manutenzione periodica obbligatoria tipicamente richiesta per i serbatoi convenzionali, una distinzione rilevante sia in fase di progettazione che di gestione dell’edificio nel lungo periodo. Nei nuovi APE, che dal recepimento della direttiva integrano indicatori più dettagliati tra cui il GWP (Global Warming Potential) calcolato sull’intero ciclo di vita, la performance di Thermino contribuisce positivamente al profilo energetico complessivo dell’immobile.

 

Flessibilità della rete e Smart Readiness: Thermino e il punteggio SRI

La Direttiva Case Green assegna un ruolo esplicito alla capacità degli edifici di interagire con la rete elettrica, introducendo lo Smart Readiness Indicator (SRI) come parametro di valutazione della smartness degli edifici. L’SRI misura la capacità dell’edificio di ottimizzare il proprio funzionamento in risposta ai segnali della rete, di adattarsi alle esigenze degli occupanti e di supportare la flessibilità energetica a livello di sistema.

 

Thermino contribuisce direttamente al miglioramento del punteggio SRI attraverso la funzione di peak shaving: la batteria termica può essere caricata nelle fasce orarie in cui l’energia elettrica è più economica o più abbondante – tipicamente nelle ore di bassa domanda o di alta produzione rinnovabile – e così garantire fornitura nelle fasce di picco, riducendo l’assorbimento istantaneo dalla rete. Questa capacità di modulazione del carico è precisamente ciò che la direttiva valorizza nell’SRI e che i gestori di rete richiedono sempre più ai nuovi edifici per supportare la stabilità del sistema elettrico nel processo di transizione. Per i progettisti, integrare Thermino significa aggiungere un asset concreto al calcolo SRI senza complessità impiantistiche aggiuntive.

 

Facilità di adozione nelle ristrutturazioni: dimensioni contenute, impatto tecnico elevato

La direttiva identifica nella ristrutturazione del patrimonio edilizio esistente il principale strumento per raggiungere gli obiettivi al 2030 e al 2050. La sfida per i progettisti impegnati in interventi di retrofit è ben nota: spazi tecnici ridotti, vincoli strutturali, compatibilità con impianti preesistenti. In questo contesto, la compattezza della soluzione tecnologica è un fattore critico tanto quanto la sua efficienza.

 

Thermino è progettato specificamente per installazioni in spazi ridotti. Il volume del sistema è significativamente inferiore rispetto a un serbatoio tradizionale di pari capacità termica, grazie alla densità energetica della tecnologia PCM. Questo lo rende adatto agli interventi di ristrutturazione in cui la sostituzione della caldaia a gas non può prescindere dai vincoli fisici del locale tecnico esistente. La semplicità dell’installazione e la compatibilità con quasi tutte le fonti di energia lo rendono una soluzione flessibile, integrabile in una vasta gamma di scenari di retrofit residenziale che sono al centro delle politiche nazionali di efficientamento energetico previste dai Piani Nazionali di Ristrutturazione degli Edifici richiesti dalla direttiva.

 

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