Cos’è il Bonus Ristrutturazioni?
Un patrimonio immobiliare solido, moderno ed efficiente dal punto di vista energetico è un obiettivo che porta vantaggi a tutti, non solo a chi gli edifici li abita o li possiede.
Tutti vogliamo poter camminare in strada senza rischiare che ci crolli addosso un cornicione; tutti troviamo più gradevoli dal punto di vista estetico gli edifici ben tenuti; tutti beneficiamo della riduzione dei consumi energetici da fonti fossili, cioè della riduzione dell’inquinamento; e così via. Per questi motivi, lo Stato agevola dal punto di vista fiscale gli interventi di ammodernamento ed efficientamento degli edifici a costo di rinunciare a un gettito potenzialmente più elevato.
Dal punto di vista di chi ristruttura, possono esserci vantaggi immediati, in termini di comfort, ma anche benefici a medio o lungo termine, come i risparmi in bolletta grazie alla maggiore efficienza degli impianti o il maggior guadagno in caso di vendita o locazione dell’immobile.
In questo articolo parleremo del cosiddetto Bonus Ristrutturazioni, una tra le agevolazioni più utilizzate negli ultimi anni. Dopo aver fornito una panoramica completa sulle sue caratteristiche, approfondiremo in particolare la possibilità di usufruirne per installare un impianto solare fotovoltaico in abbinamento a una pompa di calore e a una batteria termica Thermino.
A quanto ammontano le detrazioni?
Il Bonus Ristrutturazioni è in vigore ormai da molti anni: nella sua versione-base è stato introdotto dall’articolo 16-bis del Decreto del Presidente della Repubblica n. 917/86 e prevede una detrazione dall’Irpef del 36% delle spese sostenute, fino a un limite di spesa di 48.000 € per unità immobiliare.
Norme successive hanno portato fino all’attuale 50% l’ammontare della detrazione, raddoppiando il limite di spesa a 96.000 €.
Quando scade il Bonus Ristrutturazioni?
Tuttavia, è importante sapere che – a meno di proroghe – la scadenza entro cui approfittare di questa versione maggiorata del Bonus Ristrutturazioni è il 31 dicembre 2024. Ciò non vuol dire che entro questa data i lavori debbano essere conclusi, ma che le spese devono essere state sostenute dall’avente diritto. Nel caso di chi esegue personalmente i lavori, la detrazione si applica solo alle spese sostenute per i materiali utilizzati.
In seguito la percentuale tornerà al 36%, con limite di spesa a 48.000 €, fino al 31 dicembre 2027. Dal 1° gennaio 2028, la detrazione scenderà al 30%, sempre con limite di spesa a 48.000 €.
A chi spetta il Bonus Ristrutturazioni
La detrazione prevista dal Bonus Ristrutturazioni si applica all’Irpef del soggetto che sostiene le spese di ristrutturazione. Il contribuente può essere residente in Italia o meno, ma deve vantare un titolo adeguato sull’immobile oggetto di ristrutturazione. In caso di spese suddivise tra più soggetti aventi diritto, anche la detrazione sarà suddivisa.
Questi i soggetti titolati a ricevere il bonus:
- proprietario;
- titolare di diritti reali o personali di godimento sull’immobile;
- inquilino;
- familiare convivente con il possessore o il detentore dell’immobile (coniuge, componente dell’unione civile, parente entro il terzo grado o affine entro il secondo grado);
- convivente more uxorio.
Quali interventi danno diritto al Bonus Ristrutturazioni?
La legge definisce un ventaglio ampio ma ben preciso di interventi che possono accedere al bonus, riguardanti alternativamente parti comuni di edifici condominiali o singole unità abitative. I primi comprendono anche interventi di manutenzione ordinaria; i secondi, invece, possono includere opere di manutenzione ordinaria solo se incluse in più ampi interventi di ristrutturazione.
Gli interventi sulle parti condominiali ammessi al Bonus Ristrutturazioni sono raccolti dall’Agenzia delle Entrate in un’unica lista dettagliata, ordinata sulla base dell’oggetto dell’intervento.
Gli interventi sulle singole unità abitative sono invece classificati dall’Agenzia delle Entrate sulla base del tipo di intervento, come vediamo di seguito.
- La prima categoria fa riferimento agli interventi edilizi descritti dall’articolo 3 del Dpr 380/2001 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia). Devono essere effettuati su immobili residenziali, di qualsiasi categoria catastale (anche rurali) e sulle loro pertinenze.
- Interventi di manutenzione straordinaria che non modificano la volumetria complessiva degli edifici né ne alterano l’originaria destinazione d’uso:
- opere e modifiche necessarie per rinnovare o sostituire parti (anche strutturali) degli edifici e per realizzare o integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici;
- frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere, anche se comportano la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari e del carico urbanistico.
- Interventi di restauro e risanamento conservativo, finalizzati a salvaguardare l’immobile e assicurarne la funzionalità nel rispetto dei suoi elementi tipologici, formali e strutturali, e delle destinazioni d’uso con cui è compatibile.
- Interventi di ristrutturazione edilizia che operano trasformazioni tali da portare a un fabbricato finale diverso dal precedente, del tutto o in parte.
- Lavori necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza. Può trattarsi anche di lavori che non rientrano tra quelli descritti dalla categoria A.
- Lavori finalizzati:
- all’eliminazione delle barriere architettoniche, aventi a oggetto ascensori e montacarichi;
- alla realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia idoneo a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone con disabilità gravi.
- Interventi sull’immobile finalizzati alla prevenzione di reati da parte di terzi.
- Interventi finalizzati alla cablatura degli edifici e alla riduzione dell’inquinamento acustico.
- Interventi che permettono risparmi energetici; in particolare, installazione di impianti che usano fonti rinnovabili di energia.
- Interventi antisismici, con particolare riguardo a opere per la messa in sicurezza statica realizzate sulle parti strutturali di edifici o complessi di edifici strutturalmente collegati. Tali opere devono comprendere interi edifici.
Esiste anche un’altra agevolazione fiscale, pensata proprio per interventi di adozione di misure antisismiche, che garantisce detrazioni superiori a quelle del Bonus Ristrutturazioni e fino all’85%: si tratta del Sismabonus, valido fino al 31 dicembre 2024.
- Interventi di bonifica dall’amianto e di esecuzione di opere volte a evitare gli infortuni domestici.
È possibile trovare maggiori dettagli ed esempi, per ciascuna delle categorie che abbiamo elencato, nella pagina dedicata del sito web dell’Agenzia delle Entrate.
Bonus Ristrutturazioni e produzione di ACS
Come indicato alla categoria F dell’elenco nello scorso paragrafo, il Bonus Ristrutturazioni può essere usato per installare impianti che sfruttano le energie rinnovabili. Passare a impianti “green” è un investimento lungimirante: non solo permette di limitare le proprie emissioni di CO2 ma anche di conseguire risparmi in bolletta, riducendo la dipendenza da gas e rete elettrica. In concreto, però, come si può massimizzare l’autoconsumo?
Prendiamo in esame il sistema domestico di produzione di acqua calda sanitaria (ACS). La soluzione che permette i maggiori risparmi con le massime comodità e sicurezza è installare un impianto solare fotovoltaico, una pompa di calore e una batteria termica.
Un impianto solare fotovoltaico è un sistema progettato per convertire l’energia solare in energia elettrica attraverso pannelli tipicamente installati su tetti, terreni o altre superfici esposte al sole. Dal momento che il sole splende in cielo solo durante il giorno, e non tutti i giorni, gli impianti fotovoltaici sono solitamente dotati di batterie elettriche che conservano l’energia in eccesso per renderla disponibile in un secondo momento.
Una pompa di calore invece è un dispositivo elettrico che trasferisce calore da una fonte naturale (acqua, aria, terra) a un ambiente interno. Può essere utilizzata sia per il riscaldamento che per il raffrescamento degli edifici, o per la produzione di ACS. Quando usata per quest’ultimo scopo, prevede un elemento montato all’esterno, ossia la pompa vera e propria, e un accumulo interno: in particolare, un serbatoio di acqua tecnica di capacità variabile tra i 150 e i 300 litri oppure una batteria termica.
Le batterie termiche, come per esempio Thermino, sono tecnologie innovative che utilizzano materiali a cambiamento di fase (detti anche PCM, da phase change material) per immagazzinare e rilasciare a richiesta notevoli quantità di energia termica. Il modello xPlus di Thermino, in particolare, può essere alimentato da una pompa di calore; in questo modo, l’acquirente si libera dalla necessità di installare in casa un ingombrante serbatoio d’acqua e ricorre a un elettrodomestico di dimensioni contenute.
Il Bonus Ristrutturazioni, come anche l’Ecobonus o il Conto Termico, permettono di affrontare più facilmente il passaggio alle energie rinnovabili, e abbreviano il tempo di recupero dell’investimento grazie alla riduzione dei consumi in bolletta.
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